Arrivati ormai alla fine della stagione 7 del Fifa Project, come al solito c’è il valzer delle panchine. Ci spostiamo in Inghilterra, sponda Arsenal, dove alcuni inviati hanno intervistato il tecnico uscente, Carlo Perillo.

E’ un freddo venerdì a Londra, il campionato dei Gunners si è appena concluso con la conquista della qualificazione all’Europa League.

Il tecnico Carlo Perillo ci invita nella sua sede londinese per una chiacchierata amichevole, dopo la sua recente comunicazione della volontà di lasciare la guida dell’Arsenal e volare a Valencia, per le prossime due stagioni.

Arrivati a casa, con la sua nota cordialità ci invita ad entrare, ci sono scatoloni ovunque dopo tante stagioni passate a Londra, il tecnico ha infatti accumulato esperienze ma soprattutto provato tante emozioni. E’ visibilmente provato nonostante sia stato tante volte al servizio della stampa.

Ci prepara un caffè come solo un napoletano sa fare e ci invita a sederci nel suo studio, ormai quasi del tutto vuoto, dove ci aspettano tre comode poltrone. L’aria è distesa. Inizia così l’intervista.

Allora mister da poco ha annunciata la rinuncia alla sua guida tecnica, la notizia ci ha colti alla sprovvista, come mai questa decisione?

Beh è sicuramente una decisione difficile, forse la più difficile della mia carriera, ma è frutto di mesi e mesi di ragionamenti. Questa stagione è stata dura e mi sento di non aver dato a pieno tutto me stesso per la squadra.

In che senso mister Perillo? Cosa l’ha frenata?

Nel senso che ho sentito troppo la pressione, pressione che io stesso mi procuro ad ogni partita; l’Arsenal è un grande amore, per me è tutto e il mio intento è sempre stato quello di portarlo in alto. Purtroppo però questa cosa ha inciso troppo sui risultati.

Cosa è andato storto allora?

La Premier League è uno dei campionati più difficili, con player fortissimi e corretti, ce l’abbiamo messa tutta ma non è bastata. In Europa passati i gironi abbiamo fatto due brutte partite e nonostante ciò potevamo passare il turno ma ci è mancata la giusta cattiveria, così come nelle coppe inglesi.

Cosa le mancherà più di Londra e del suo Arsenal?

Mah è difficile dirlo, mi mancherà tutto: camminare per Oxford Street, andare in giro ad Hyde Park, perdermi tra le bancarelle di Camden Town e tante altre cose. Poi mi mancherà assolutamente l’Emirates Stadium e l’atmosfera che respiri ogni volta che attraversi il tunnel che ti porta al campo da gioco. Mi mancherà tutto lo staff sportivo e societario. Mi mancherà vedere quei colori e sentire quei cori.

Mister la vediamo notevolmente emozionato..riesce a continuare?

Purtroppo non si tratta di un semplice cambio maglia ma dietro c’è molto altro. In questi anni questa è stata molto più di una squadra. Ma certo, riesco a continuare, l’emozione fa parte del nostro mestiere.

Una curiosità mister: ad ogni partita l’abbiamo sempre vista indossare la tuta, sempre in piedi a guidare i suoi ragazzi come con un joypad, ha sempre avuto una cura maniacale dei dettagli?

Il calcio moderno è diventato una scienza, non c’è più spazio per l’improvvisazione ed ogni cosa deve essere studiata e pianificata, ho trovato ragazzi disposti a seguirmi con le mie idee, e a questi ragazzi devo tutto.

Dopo le sirene italiane, ha scelto di approdare in Spagna, come mai questa scelta?

Ero sicuramente tentato dall’esperienza italiana, poi ho ricevuto la chiamata dal Valencia, squadra che ho già allenato in passato e non ho resistito. Amo Valencia, una città bellissima, una squadra e una tifoseria focosa; sarà una bella esperienza.

Mister adesso la lasciamo al suo trasloco, vuole lasciare un messaggio finale o un saluto ai suoi ex tifosi?

Non saranno mai miei ex tifosi, sarò sempre io un tifoso loro. Detto ciò voglio salutare tutti quelli che in questi anni mi hanno fatto sentire il proprio supporto, la società e tutto lo staff. Voglio ringraziare tutti, resterò anche in queste due stagioni un Gooners, anche se da lontano. Prometto di tornare più carico e motivato. Tutto quello che mi sento di dire ora con la voce rotta dall’emozione è.. STAND UP FOR THE ARSENAL!

Vorrei fare poi un ultimo saluto, a tutti i partecipanti di questi anni di Premier League, persone oneste, player corretti ma più che player, degli amici. See you soon guys!

IN BOCCA LUPO MISTER PERILLO!

A cura di: Peppe Di Sabatino