Nuova stagione, nuovo Fifa ed ecco che si riparte con le valutazioni tattiche per giungere alla così tanto sognata quadratura del cerchio.

Di analogie con la precedente versione di Fifa ce ne sono e anche tante, ma in questa versione si è partiti da un’idea ben chiara: “non si difende per difendere ma si difende per contrattaccare“. Sembra un’affermazione contorta ma quello che si vuole affermare è che si può parcheggiare il pullman nel miglior modo possibile ma alla fine lo si dovrà spostare perché la sosta non può durare per i 6 minuti dell’incontro.

La nuova patch in qualche oscuro modo ha aggiustato leggermente le cose, ma ha permesso che la componente fortuna acquistasse ancora più peso (parere personale), ma questo è un tema differente che dovrà essere analizzato con il susseguirsi delle partite. Sulle questioni che portano un vantaggio in questo Fifa, mi sembra che si può essere abbastanza certi nell’affermare che i palleggiatori quelli tecnici, quelli che controllano il pallone, possono essere un fattore fondamentale. Ancor di più se si considera che la protezione del pallone è stata depotenziata in maniera evidente soprattutto per quelli con FORZA < 65. Ma su questo punto si deve fare una profonda riflessione, avere giocatori tecnici che controllano il pallone significa avere una struttura posizionale definita con una certa densità in zona palla ma il calcio deve essere allo stesso tempo verticale e diretto, perché in questo Fifa non c’è assolutamente nulla di lento e di controllabile.

Questo concetto dovrebbe entrare nella testa del nostro Barese di Via Milano Roberto Laforgia, che in una continua ricerca del Santo Graal “il modulo perfetto” ha perso le convinzioni che aveva acquisito nella scorsa stagione. Vuole ad ogni costo controllare il gioco con palleggiatori importanti nella zona centrale del campo, ma dovrebbe capire che sono giocatori non abituati a correre all’indietro e non possono farlo per una partita intera soprattutto quando si trovano di fronte giocatori che vanno il triplo della loro velocità.

Se consideriamo per un momento l´evoluzione e la campagna acquisti del City di Guardiola, si capisce che in questa nuova stagione della Premier abbia capito di non poter controllare il gioco. Infatti ha deciso di proteggere la difesa con un mediano puro e due terzini che potrebbero correre alle olimpiadi i 200 metri, in questo modo riesce a controllare nel limite possibile quei minuti di puro agonismo che rendono la Premier League uno dei campionati più affascinanti del panorama europeo.

Il problema principale è che il nostro eroe barese sembri allergico a quegli uomini che con la fisicità e resistenza chiudono e coprono spazi in maniera continuata e rassicurante, ma dovrebbe capire che delle volte la soluzione e più vicina di quel che sembra e può venire anche dal Portogallo.