La nuova stagione ha portato a un cambio di proprietà per la terza squadra di Madrid. Nella prima conferenza stampa illustrati gli assetti societari ai giornalisti e ai tifosi, la società ha subito presentato Andrea Vujevic come nuovo direttore generale del club, affidandogli le chiavi della costruzione della squadra. Trovatosi senza allenatore per la partenza di mister Ryo verso i rivali delle “Merengues”, ha voluto subito affidarsi al suo amico allenatore Zdenek Zeman, in uscita dalla infelice esperienza svizzera. Una rischiosa scommessa pensiamo noi, ma probabilmente funzionale agli obiettivi dettati dalla proprietà. “Vogliamo divertire il nostro popolo”, così Vujevic ha presentato il taciturno tecnico, che non ha disdegnato di lasciare alcune battute: “Anche il Chelsea era la terza squadra di Londra…” oppure “la nostra squadra deve avere lo stesso spirito di chi si alza ogni mattina alle 7” riferendosi al pubblico della Vallekas, per la maggioranza appartenenti alla classe operaia di Madrid. Il mercato poi è partito, molte uscite, molte entrate, Vujevic ha rivoluzionato la squadra, modellandola sulla tattica del boemo. Forse, a nostro parere, spendendo più del dovuto. Un continuo cantiere aperto, operazioni fino all’ultima ora di mercato, anche se nel giro di pochi giorni, Zeman si è trovato quasi subito con la squadra su cui lavorare. Il tecnico non ha abbandonato per nulla i suoi duri metodi di allenamento, e vi sono sensazioni positive sul fatto che tutti abbiano assimilato il suo credo, fatto di passaggi veloci e tanta tanta corsa.
La squadra durante il ritiro ha giocato una serie di amichevoli, affrontando gli amici dell’Eibar, andando a giocare in Francia, in Inghilterra e in Germania, dando segnali positivi per la nuova stagione.
Il mercato come dicevamo è stato molto movimentato. Partiti Barzagli, Promes, Berbatov e Giuliano per cifre importanti, Vujevic si è buttato molto sul mercato argentino e su quello spagnolo. Sono arrivati dall’Argentina Orion, Emmanuel Mas e Lucas Alario. I Colpi importanti (anche dal punto di vista economico) sono stati spagnoli: Mata e Iturraspe. Mata sarà l’esterno d’attacco che cercherà di servire il bomber Bacca ed essere decisivo sui calci piazzati. Iturraspe il regista difensivo che formerà con gli ottimi Wilshere e Castro (molto richiesto sul mercato) il trio di centrocampo. In difesa è stato preso dal mercato libero il difensore tuttofare Nacho Fernandez che giocherà centrale insieme al solido Astori. Sulle fascie giocherà il forte terzino Darmian e a sinistra probabilmente si contenderanno una maglia uno tra Mas ed Escudero, arrivato gli ultimi giorni di mercato, che ha comunque impressionato favorevolmente Zeman. In porta arrivato dall’Empoli l’esperto portiere camerunese Kameni, scambiato per l’olandese Vorm. L’attaccante di destra veniva da noi previsto come Walcott, ma Zeman ha voluto a tutti i costi l’attaccante croato Kramaric, e dalle amichevoli sembra che sarà lui il titolare. Il croato sembra più dedito più allo spirito di sacrificio che richiedono le squadre del tecnico di Praga rispetto all’inglese, che sarà comunque un ottimo cambio. Per la panchina a centrocampo 3 innesti: presa la promessa mancata Kondongbia, su cui Vujevic ha compiuto un investimento importante, e qui Zeman avrà il compito di riportarlo ai fasti del Monaco. L’esperienza di Lampard che sui campi di allenamento sta diventando il secondo allenatore di questa squadra e infine Mesa, motorino di centrocampo arrivato nelle ultime ore di mercato che nelle prime uscite ha incredibilmente sorpreso tutti, creando incertezze sul posto da titolare di regista basso. Menzione d’onore anche per l’ucraino Rakitsky, con cui il tecnico ha molto legato, jolly difensivo, e per Piatti e Luisao, messi inizialmente sul mercato, ma che durante le amichevoli hanno dimostrato di poter far parte del progetto.
La squadra c’è, nel senso che a Madrid si è creato un bel gruppo, partendo da dei sottogruppi, c’è il gruppo degli spagnoli, degli argentini, degli inglesi e degli italiani (arrivato anche De Silvestri) che lavorano tutti insieme senza problemi (chi ne creava come Eto’O è stato lasciato partire per altri lidi) e che hanno assimilato tutti il credo di Zeman. Non essendoci retrocessioni in Liga questa squadra può giocare senza pressioni e dare il meglio di sé. Alcuni giocatori inoltre potrebbero giocare in squadre che lottano per la vittoria in Champions League.
Vi sono però alcune incognite, la squadra eccetto l’Eibar, non ha affrontato ancora nessuna squadra della Liga e non ha quindi alcuna conoscenza del livello del campionato. La difesa sembra l’anello debole anche se la filosofia del Boemo punta sull’attacco per nascondere i problemi difensivi. Iturraspe, un signor giocatore, ha dimostrato però in parte di essere fuori luogo dai contesti degli schemi di Zeman, anche se il giocatore recentemente ha dichiarato di voler diventare la bandiera di questa squadra, tirando fuori il 110%. E infine… gli schemi di Zeman sono ancora attuabili nel calcio del 2016?
Il Rayo comincerà la stagione con i preliminari di Europa League e vedremo se ci sarà una nuova Zemanlandia o meglio ZemanLandias.
Vamos Rayito!!!