Già, proprio come un romanzo giallo di Agatha Christie il Chelsea dello Special Whites vince la Champions League!
Si tratta del primo successo del tecnico blues da quando è a Londra e la stagione promette altri successi, o per lo meno cosi si augurano i tifosi.

Ma come si è giunti a questo successo? Dopo un girone gestito in maniera pazzesca contro avversari fortissimi come il Milan, il Barcellona e il Borussia Dortmund, i blues si trovano di fronte i pluridecorati francesi del PSG. Un turno difficile ma che i ragazzi inglesi con un pizzico di fortuna e cinismo hanno portato a casa.

Sorteggio semifinale: si trova il Leverkusen che tanto discutere ha fatto sui giornali per le vittorie conseguite anche se quasi tutte seguite da qualche strascico polemico. La partita di andata vede i londinesi creare parecchie occasioni ma la sfortuna e un ottimo portiere negano la vittoria, ma anche Sergio Asenjo ha parecchio lavoro: finisce 4-4 una partita pirotecnica ed equilibrata.

Nel ritorno, complice l’assenza di Kane per infortunio, la partita non ha molta storia: Carroll porta il Chelsea in vantaggio, sfiora il raddoppio ma poi subisce il ritorno dei tedeschi: 4-1 e Chelsea eliminato.

Ma qui avviene qualcosa: la Federazione Europea nota una ripetuta infrazione regolamentare dei tedeschi non segnalata nemmeno dai londinesi. Verificando la questione si scopre la recidività di tale infrazione e si sentenzia per la ripetizione: i tedeschi, fieri ed orgogliosi come la tradizione vuole, si rifiutano di rigiocare la partita il che porta ad una sola soluzione.

La finale sarà MILAN-CHELSEA!

Partita tiratissima, primo tempo che si chiude 2-1 per i diavoli rossi. Ripresa spumeggiante, con il Chelsea più propositivo che sembra galvanizzare anche lo stesso Milan. Hazard la pareggia, Kane porta in vantaggio i blues, Coutinho la riprende e riporta a Milano la coppa, ma Denis Suarez e Hazard non ci stanno! 5-4 e a Londra si sboccia!

Coppa meritata? Immeritata? Finale farsa? Tanti dubbi, tante polemiche. Chissà con quale colpo di genio Agatha Christie avrebbe risolto il rompicapo.